World of Flavours

Poco tempo fa ho avuto la fortuna di trascorrere più di un mese in Argentina. Un'esperienza bellissima. Luoghi, cose, persone, hanno impresso nella mia mente ricordi indelebili, che ancor oggi conservano il potere di appagare la mia costante "ansia da giramondo". Nel pianificare questa lunga avventura, avevo previsto come tappa obbligata Mendoza, capitale di una delle più importanti regioni vitivinicole del sudamerica. Avevo già sentito parlare dei progressi del vino argentino, e mi era anche capitato di assaggiare qualche buon Malbec, abbinato ad una succulenta bistecca. Ma, prima del mio "incontro ravvicinato" con la terra del tango, non avrei mai immaginato di trovare oltreoceano una realtà vitivinicola così dinamica e evoluta. Pur essendo il quinto produttore del pianeta e vantando una lunga tradizione (che risale agli ultimi decenni dell'Ottocento, quando i grandi flussi immigratori dall'Europa portarono in sudamerica migliaia di contadini italiani e francesi), ancor oggi, quando si parla di grandi vini, pochissimi prendono in considerazione l'Argentina. Eppure, vendemmia dopo vendemmia, emerge sempre più chiaro l'enorme potenziale di questo territorio, e la sua capacità di sfornare prodotti di valore assoluto, in grado di ben figurare al cospetto dei "giganti" del panoramo vinicolo internazionale. Come ha avuto modo di dire Michel Rolland - il grandissimo enologo francese che da quelle parti (e non solo lì…) è venerato come una divinità - potenziale e le possibilità di sviluppo della vitivinicoltura in Argentina sono assolutamente sbalorditivi […] Se esiste al mondo un posto dove si racchiude la perfetta sinergia tra clima, suolo, costi di produzione, risorse umane, e, soprattutto, assenza di vincoli per la creatività e una burocrazia minimalista (che non rappresenti un ostacolo ad un sano sviluppo di una produzione vinicola innovativa e fuori dall'ordinario), beh, questo posto è senza dubbio l'Argentina!>> Avendo sempre avuto un consumo interno tra i più elevati al mondo (ancor oggi gli argentini bevono il 90% del vino che producono), per lungo tempo il paese non si è mai interessato al mercato internazionale. Se tutto il vino prodotto si vendeva "in casa", perché affannarsi alla ricerca di nuovi e difficili mercati? Poi, 5-6 anni fa, la tremenda crisi economica: i consumi interni hanno subito una forte contrazione, e molte aziende hanno dovuto chiudere o si sono fortemente ridimensionate. A quel punto, nella corsa alla conquista di fette di mercato all'estero il ritardo rispetto alle realtà concorrenti del "nuovo mondo enologico" era enorme I vini argentini, invece, erano semplicemente troppo cattivi per entrare in un mercato tanto competitivo! Ma i produttori più lungimiranti e tenaci - grazie anche ad investimenti e consulenze qualificate dall'estero (Francia e Italia su tutti) - si sono rimboccati le maniche, e con enormi sforzi hanno iniziato a recuperare il tempo perduto. Oggi, girando per le cantine di Mendoza, i segni di quest'inversione di rotta sono evidenti: enologi e consulenti di fama mondiale, tecnologie all'avanguardia (la maggior parte di fabbricazione italiana, c'è da esserne fieri!), processi e tecniche eseguite con rigore assoluto, pulizia maniacale, personale gentile e competente, enoturisti che arrivano da tutto il mondo. I primi riconoscimenti nei più importanti concorsi internazionali hanno portato grande entusiasmo, dimostrando che la possibilità di produrre grandi vini a prezzi molto vantaggiosi (grazie anche alla svalutazione del pesos) può essere il vero punto di forza di questo paese. Varrebbe la pena parlare in dettaglio dei buonissimi prodotti assaggiati, della grande varietà di vitigni (soprattutto rossi: Merlot, Syrah, Cabernet, Tempranillo, Bonarda) che curati nel modo giusto trovano qui le condizioni per esprimersi a grandissimo livello, della cortesia e professionalità delle persone incontrate. Mi limito, però, a fare solo un nome: Malbec. Questo vitigno a bacca rossa, di origine francese, dal nome con sonorità dolce e affascinante, ha trovato in Argentina la culla ideale. I campioni che abbiamo provato hanno mostrato una finezza, un'eleganza, una soavità incredibile. I migliori Malbec, con il loro caratteristico aroma di prugna, di ciliegia sotto spirito, di marmellata di frutta rossa, e le note dolci e tostate dovute all'interazione tra vino e sapiente uso del legno, sono di valore assoluto. Certo, mi è capitato di assaggiare anche Malbec orribili: scarni, spigolosi, squilibrati. Ma se capitate in un'enoteca o un ristorante ben fornito, non esitate: un filetto di carne argentina accompagnato da un buon Malbec appagherà tutti i vostri sensi! Qui di seguito troverete i riferimenti di alcune delle migliori cantine della regione di Mendoza: l'elenco, ovviamente, è lungi dall'essere esaustivo. Queste sono quelle che ricordo con maggior piacere. Produttori seri, con un grande amore verso la propria terra, e i cui vini sono da annoverare tra i migliori dell'intera sudamerica. Buon viaggio

Familia Zuccardi

www.familiazuccardi.com

Da provare: in fascia alta, la linea Q (Malbec);

Bodega La Rural

www.bodegalarural.com.ar Da provare: in fascia alta, il Felipe Rutini in fascia media, la linea Rutini (il Malbec) N.B.-Da visitare in cantina il Museo del Vino più antico e importante del sudamerica

Fonte: http://www.acquabuona.it/viaggi/annosette/argentina.shtml di Franco Santini

Dall'estensione della regione vinicola dei grandi fiumi delle province di San Juan e Mendoza, bagnati dalle acque del disgelo estivo dalla vicina Cordigliera delle Ande, si produco vini argentini di rinomato corpo. La produzione di vini da uve, Cabernet, Malbec, Semillòn, importate nel 1885 dagl'immigrati francesi ed italiani constano oggi a più di 320 mila ettari di estensione. Tra i vini rossi prodotti con successo ritroviamo essenze di Merlot, Malbec , Barbera, Bonarda, Pinot Noir della Borgogna e la Syrah, tra i bianchi lo Chardonnay della Borgogna, Chenin della Loira, Sauvignon e Semillòn di Bordeaux. Eccellente è la produzione di rossi plurivitigno, come il classico Cabernet-Sauvignon con il Malbec e il monovitigno tipo Borgogna, tuttavia la tendenza attuale si orienta verso la produzione di vini monovarietali. I vini argentini sono caratterizzati da una maggiore gradazione alcolica ed una minore acidità rispetto a quelli europei, l'Argentina in quanto produttore vinicolo. Chi apprezza la buona tavola non può non accompagnarla con un buon vino: questi due elementi rappresentano il matrimonio perfetto della gastronomia. Scegliere il vino appropriato per ogni piatto è un compito difficile, anch per i grandi conoscitori del vino: vi è quantità enorme di libri che dettano regole al riguardo, ma queste, spesso, si contraddicono le une con le altre; benché oggi tutte questi norme si seguono con minor rigore, è importante seguire qualche criterio di selezione.