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World of Flavours

Paul Hobbs

"L'energia ed lo cambio monetario sono ottime notizie per gli appassionati del vino, ansiosi di scoprire le ricchezze della vitivinicoltura argentina" Bruce Sanderson, Wine Spectator "L'Argentina è uno dei più grandi paesi produttori di vino, appena dietro la Francia, l'Italia e la Spagna. Però solo poca gente lo sa per il momento… vale la pena scoprila." Frank J. Prial, il New York Times "Chiaramente, l'Argentina ha straordinarie possibilità. La qualità continuerà a migliorare e l'esportazioni continueranno a crescere, offrendo ai curiosi appassionati del vino un paese vitivinicolo da scoprire." San Jose Mercury News "L'Argentina è stata per lungo tempo tra i cinque maggiori produttori mondiali di vino. Ma, ultimamente, molti di questi vini possono già essere consumati all'estero. Le ampie piantagioni, che si stendono ad est della Argentina, ai piedi della Cordillera delle Ande e la moda della cucina latinoamericana imposta negli Stati Uniti offrono ai vini argentini un'opportunità imbattibile per mostrarsi al mondo ". USA Today

Paul Hobbs "Giunggendo al 2015, la grandezza dei vini argentini ottenuti dal Malbec sarà considerata come un dono. Questo varietale francese ha raggiunto vertici sorprendenti di qualità in Argentina. Oggigiorno si producono già sia deliziosi Malbec a basso prezzo, che altamente complessi e profondi da vigneti di alta quota; giungendo all'anno 2015 a quest'uva per lungo tempo ignorata, sarà garantito un posto nel pantheon dei vini nobili ".

Robert Parker in Food & Wine "… il potenziale e la grande sfida per i delicati vigneti argentini di qualità internazionale si impongono in ogni nuova vendemmia, non solo attraverso il Malbec, ma anche con Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, tutti quanti varietali nobili e fini. "

Robert Parker, Vini di Argentina Fonte: http://www.argentinawinetourism.com/turismo_vini_argentina/01-il_vino_in_argentina/07-vini_argentina_esperti.htm

L'Argentina ha lunga tradizione nella produzione di vini che, fino un decennio fa, erano consumati principalmente nel mercato interno.

Diversità, originalità nelle espressioni dei vigneti, ottime condizioni agroecologiche sono qualità che hanno situato all'Argentina come uno dei destini più atrattivi a livello mondiale nella elaborazione di vino di eccellente qualità. Uno dei principali punti di forza di questa vitivinicoltura chiaramente continentale è una combinazione armoniosa di tre fattori fondamentali: il clima, il suolo e i vigneti.

In più di 210 mila ettari coltivate, una grande varietà ha riuscito adattarsi con successo per raggiungere la pienezza nel loro carattere e dare il mercato essemplari dei memorabili vitigni classici. Assieme a loro, ci sono una gamma di varietà che sono in corso di essere riscoperte e potenziate; altri , in fase sperimentale, colla speranza che siano proprie "perle" per gli anni a venire nel suolo argentino.

Le nuove generazioni argentine, educate alla coltura del vino, sono i protagonisti dell'enorme entusiasmo che circonda l'attività vitivinicola . Se a questo aggiungiamo l' interesse che viene dall'estero, che ha mottivato l'arrivo di numerosi esperti e di capitali riconosciuti a livello internazionale nel mondo del vino, si prevede chiaramente un grande sviluppo. Le ragioni di questa "esplosione" sono semplici: la eccezionale qualità del suolo che si estende da nord a sud in tutta la regione andina, l'altezza e l'ampieza del clima di questo paradiso per la produzione di grandi vini, il know-how locale al quale hanno sommato le nuove tecnologie e, in particolare, l'interesse degli argentini per i loro vini, che molti considerano come parte dell' identità del paese su un piano di parità con la famosa carne. L'Argentina ha un'estensione di vigneti che supera i 210 mila ettari che sono distribuiti in 25.180 aziende. In 13 delle 24 province si coltiva la vite, ma in solo 7 la vinificazione acquisisce valore strategico: Salta, Catamarca, La Rioja, San Juan, Mendoza, Neuquén e Rio Negro.

Circa 188 mila ettari (94% del coltivo) è destinato a produrre vino e succo d'uva concentrato.

Argentina

, dato che è produttore di vino di alta qualità, aderisce alle norme OIV e attualmente partecipa a tutte le fori internazionali che regolano l'attività, il quale spiega l'eccellente livelo che ha raggiunto questa industria .

In questo sito potete trovare valide informazioni su quei vini che sono l'orgoglio nazionale e che l'Argentina ha cominciato a condividere con i consumatori di tutto il mondo, interessati a nuove origini, ma sempre fortemente orientati ai prodotti di prima qualità Fonte. http://www.argentinawinetourism.com/turismo_vini_argentina/01-il_vino_in_argentina/02-vini_di_argentina.htm

I vini argentini

Nel suo secondo viaggio in America, Cristoforo Colombo portò con sè piante di vite e grano, ma né l'una nè l'altra attecchirono nelle Antille. Le piante erano trasportate sulle navi in grandi barili pieni di terra che venivano lasciati in coperta perchè avessero aria e luce. Francisco Pizarro e Diego de Almagro portano la vite in Perù e da lì questa passa all'Argentina. Nel 1566 si piantano le prime viti a Mendoza. Il vino che si comincia a produrre a Mendoza viene trasportato a Buenos Aires a dorso d'asino, sotto al sole, in un viaggio che dura giorni e giorni, e che sicuramente non contribuisce a migliorarne la qualità. Spesso i produttori di Mendoza si lamentarono presso la Corte Spagnola, ma non vennero mai ascoltati. Sicuramente i patrioti all'indipendenza brindarono con vino importato. Dopo questa data e molto lentamente il vino coltivato ai piedi delle Ande comincia a venir consumato in Argentina. Nella seconda metà del secolo XIX gli immigranti italiani, tedeschi e francesi portarono e coltivarono ceppi dalle loro terre, che migliorarono enormemente la qualità del vino. Inoltre si cominciò a trasportare il prodotto in treno dal 1855, quando si inaugurò la linea dell'ovest. I vigneti in Argentina crescono in una frangia semiarida ai piedi della Precordigliera dalla provincia di Salta nel nord fino alla provincia di Rio Negro e parte di Chubut in Patagonia. Questa pianura si trova tra i 600 e gli 800 metri sopra al livello del mare, ed quest'altezza che assicura gli inverni rigorosi di cui ha bisogno la vite. La pioggia in questa zona è molto scarsa, a volte in forma di grandine che in pochi minuti può distruggere un intero vigneto. Le piante dipendono totalmente dall'irrigazione che si fa con l'acqua del disgelo della Cordigliera, abilmente canalizzata. Anche se la provincia di Mendoza produce il 70% del totale della produzione vinicola argentina, le provincie di San Juan, La Rioja, Salta e Valle del Rio Negro hanno dei vini eccellenti. L'Argentina ha il miglior vino rosso del Sudamerica e il suo Malbec è il migliore al mondo. Il ceppo del Malbec viene da Bordeaux, e si coltiva di preferenza a Mendoza. Tra i vini bianchi, il più famoso è l'aromatico Torrontés, vino originario di Spagna che si coltiva a La Riojia e a Salta. Fonte: http://www.expatclic.com/index.php?option=com_content&view=article&id=844:il-vino-argentino&catid=43:il-mondo-a-tavola Oggi vi segnaliamo un viaggio molto interessante in Argentina, per andare alla scoperta del suo vino (nonchè per la sua famosa danza: il tango!). Un tour alla scoperta della propria "alma argentina" tra le note del tango e gli straordinari vigneti della splendida regione andina dello stato di Cuyo e la sua capitale, Mendoza. L'opportunità unica di immergersi a Buenos Aires dalle incantate atmosfere retrò e dalla sfavillante vita diurna e notturna, per poi lanciarsi alla scoperta della capitale del vino argentino, Mendoza, per un tour indimenticabile delle sue prestigiose cantine, una tradizione centenaria nella produzione di vini ormai affermata in tutto il mondo. Un itinerario attraverso la regione dei deserti, del sole e del vino migliore del Sudamerica, sovrastata dalla "vedetta di pietra", il monte Aconcagua la cima più alta del Sudamerica, regione ricca di testimonianze archeologiche e storiche. Gli ultimi tre giorni sono dedicati alla scoperta della città di Mendoza, una città verde, ordinata e vivibile, ricca di piazze e viuzze, che mantiene la sua struttura coloniale originaria a cuadras, ma con pochi edifici storici di epoca coloniale sopravvissuti ai frequenti terremoti. Durante questi tre giorni è previsto anche il corso di assaggio di vini locali, guidati da un esperto sommelier. Gli ultimi due giorni sono dedicati alla visita di alcune delle più celebri e prestigiose cantine della regione, per una degustazione di vini locali. Tappe previste per la visita e degustazioni nelle Bodegas Chandon, Bodegas Zuccardi, Bodegas Catena Zapata, con pranzo previsto presso le Bodegas Zuccardi ed il ristorante tipico Don Mario. Fonte: http://vino.blogosfere.it/2007/09/alla-scoperta-di-mendoza-capitale-del-vino-argentino.html Mendoza, capitale del vino. Vino argentino significa soprattutto Mendoza, in cui si trova il 65% dei vigneti, cha dà il 70% del totale della produzione nazionale e il 90% dell'export. Segue San Juan (circa il 20% del totale made in Argentina), poi con piccole ma qualitativamente significative percentuali La Rioja, Catamanca, Salta, Patagonia, Rio Negro e minori "isole" comprese per lo più nella fascia compresa tra il 25° parallelo a nord (valle di Cafayate) e il 40° a sud (Patagonia), zona limite per la crescita della vite in cui riescono bene anche e soprattutto Pinot Nero, Sauvignon e Chardonnay. Ma, come dire tango per la danza, in Argentina dire vino è per lo più vino tinto, nel 70-75% dei casi. Se non per volumi (40% del comparto) senz'altro per blasone, in casa e all'estero, è il Malbec l'uva per eccellenza. Originaria del Cahors (nel sud-ovest della Francia), l'uva Malbec ha trovato sui contrafforti andini le condizioni ideali per esprimersi al meglio, differenziandosi non poco - anche morfologicamente - rispetto al corrispettivo francese; qui presenta infatti grappoli più piccoli e compatti e acini più minuti. Ma spazio trovano anche Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Bonarda, Barbera, Sangiovese, Tempranilla (il Tempranillo spangolo), oltre ai tradizionali Criolla e Cerveza. Sul fronte bianchi troviamo invece schierato il Torrontés, di probabile origine galiziana, dalle accentuate sfumature aromatiche e distinto in tre diverse tipologie presenti in diverse aree: il Torrontés Mendocino (a Mendoza), quello Sanjuanino (a San Juan) e Riojano (a La Rioja). Inoltre, Moscato d'Alessandria, Pedro Ximenez, Sauvignon e soprattutto Chardonnay. Questione di acqua. Sugli aridi versanti quasi desertici, tra i 300 e i 1.600 metri di altitudine – con casi limite fino a quota 2.400 –, l'irrigazione di sostegno diventa indispensabile a causa della forte insolazione, della carente umidità e della scarsezza delle precipitazioni. Ma il problema si pone paradossalmente all'inverso, rispetto a quanto ci si possa aspettare. In effetti i flussi d'acqua provenienti dalla montagna, dovuti in gran parte allo scioglimento dei ghiacci presenti in quota, forniscono un abbondante rifornimento. Il sistema di canali irrigui che sommergono i ceppi è stato adottato ormai da secoli, con il risultato di una produttività fin troppo vigorosa delle piante; i primi passi verso un innalzamento dei livelli qualitativi della produzione sono consistiti proprio nel passaggio all'irrigazione a goccia e nel contenimento delle rese. La forte escursione termica giorno/notte, poi, garantisce lo sviluppo ottimale dei precursori d'aromi, più concentrati negli acini dei pochi grappoli che si sceglie di far sviluppare. Si parla anche italiano. Le grandi potenzialità della zona hanno attratto importanti investimenti dall'estero, che hanno senz'altro contribuito alla diffusione del vino argentino di qualità nel mondo. E alcuni esempi sono riportati nelle degustazioni che seguono questa introduzione. Ad esempio, la Bodega Norton è un gigante di proprietà Swarovsky. Familia Zuccardi è un'azienda creata dall'ingegner Alberto Zuccardi nel 1968, oggi portata avanti dal figlio Josè Alberto, e la produzione olearia affianca quella vinicola. Potrete trovare sul mercato italiano dei buoni Malbec prodotti da Famiglia Schroeder e di Michel Torino Fonte: http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=4744 DOLCI Come dolci il più famoso è il Dulce de leche, ottenuta dalla cottura lenta di latte e zucchero assomiglia alle nostre caramelle mou. A fine pasto può accompagnare una porzione di Flan Casero (creme caramel) o una Ensalada de Fruta ( macedonia), Dulce de Membrillo(Composta di mele cotogne )Dulce de Batata (Composta di patata dolce). Alfajor sono biscotti di farina di mais ripieni di dulce de leche.

INGREDIENTI TIPICI:

mais bianco, petto di manzo, cipolla, pomodoro, salsiccia di manzo, zucca e patate. Viene servito con una salsa piccante di peperoncino rosso e paprica.) tagliatelle, tallarines, ravioli, pizza, gnocchi, ñoquis, polenta, puchero un bollito misto preparato con diversi tipi di carne, patate, choclo o mais a seconda della regione, tortillas (specie de frittate), chipá un pane fatto con farina di manioca e formaggi, torrone, turrón, panettone, per Natale ("pan dulce"), churros, salame e "salamines", bagna cauda, tamales, picadas, Bondiola, palmitos, chitronchelo(limoncello), pastafrola, olio d'oliva, helados (gelati), Arroz con leche (riso con latte), formaggi, ricotta, yogurt, fugaza (focaccia), filet de merluza (filetto di merluzzo), Cazuelas (specie la cazuela di centolla).

MATE

Infusione di erba Mate In spagnolo si chiama Mate (chimarrão in portoghese) l'infusione preparata con le foglie di erba Mate (yerba Mate spagnolo ed erva Mate in portoghese), "hierba Mate" o semplicemente "yerba", una pianta originaria del Sud America. Seguendo lo stesso procedimento del tè, la yerba Mate è essiccata, tagliata e sminuzzata. Tradizionalmente questa infusione si beve calda con una cannuccia di metallo (o, raramente, di canna) denominata bombilla. Bere il "Mate", in Argentina, non si limita al semplice atto del bere quell'infuso, ma vi è una vera e propria simbologia nazionale, di amicizia e comunione. Il nome Mate deriva da matì, che nella lingua quechua (lingua indigena) significa bicchiere o recipiente per bere. In origine era una bevanda degli indigeni Guaranì, da sempre fedele compagna del Gaucho che col tempo venne sempre più usata dalla popolazione fino a diventare la bevanda più consumata in Argentina. E' un infuso simile al tè, preparato con foglie e ramoscelli secchi di una pianta tropicale perenne, chiamata "Yerba mate" che cresce in zone con temperature alte e di elevata umidità. Il mate è un'importante fonte di vitamine e minerali, è uno stimolante del sistema nervoso, diuretico, digestivo e addirittura antireumatico. I recipienti usati per bere il mate danno origine a tante varietà di artigianato nazionale. Si tratta di bicchieri di zucca, di legno o di canna rivestiti di argento o cuoio con iscrizioni intagliate e decorazioni pittoresche. Altrettanto si può dire delle cannucce con le quali si beve l'infuso, possono trovarsi d'argento, d'argento e oro, ecc. Il composto viene così collocato in un piccolo recipiente, denominato esso stesso Mate o porongo, che appunto contiene l'infusione. La tradizione della preparazione del mate è stata appresa dai colonizzatori spagnoli e portoghesi dagli indios guaraníes. Con il passare del tempo fu adottata come bibita tradizionale dei gaucho in Argentina, Paraguay, Uruguay e Rio Grande del Sud (nel sud del Brasile) e lungo tutta la cordigliera delle Ande. Attualmente il Mate si conferma un infuso molto popolare nei paesi menzionati, soprattutto in Uruguay, dove è bevuto quotidianamente da gran parte della popolazione. In paesi come l'Argentina, incluso nella sua capitale Buenos Aires, bere il mate è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie e, in alcuni casi, anche negli uffici dove è molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con una tazza di Mate. Bere il Mate per gli argentini è un "rituale" così diffuso come per gli italiani bere una buona tazza di caffè. In Argentina si offre Mate agli ospiti. Il Mate lo si può bere amaro o dolce, l'aggiunta dell'acqua all'infusione è detta "cebar Mate". Un'altra maniera di preparare il Mate è detto Mate cocido. In questo caso la yerba mate si utilizza allo stesso modo del té e si serve in una tazza. Per questa ragione sono in vendita bustine di yerba mate simili a quelle del té. In Paraguay e nelle province del nord-est dell'Argentina si chiama tereré (parola di origine guaraní) il Mate servito in acqua fredda. A volte si aggiuge limone e si raffredda con cubetti di ghiaccio. Sulle Ande è noto per gli effetti benefici contro il soroche, il mal di montagna. L'erba Mate rappresenta un'ottima tisana depurativa, rilassante ed antiossidante. Per quanto riguarda la birra la produzione è nazionale e come prodotti si ha la Quilmes o la Cristal. Ottimi prodotti nelle provincie di Mendoza, San Juan e La Rioja per quanto riguarda i vini.

I CLASSICI

DOLCE DI LATTE

Se non esistesse, molti dei dolci argentini non verrebbe preparato. Tutti gli argentini che viaggiano se lo portano in valigia, dopo un po' se ne sente la mancanza. Gli stranieri subito non lo comprendono, perché troppo dolce, ma anche loro dopo non riescono più a farne a meno. Le sue origini non hanno dati certi, ma sono una sorta di leggenda. Si dice che nell'anno 1829, Juan Manuel si trovava a Cañuelas, Provincia di Buenos Aires, quando ricevette la visita del Generale Juan Lavalle, che non era precisamente un suo amico. Rosas era uscito dall'accampamento, e Lavalle, molto stanco, si mise a riposare nella cuccetta di Rosas, e si addomentò. All'inserviente che stava preparando la "lechada" (latte e zucchero per il mate), non piacque per nulla che l'avversario del suo padrone si allungasse nel suo letto. Uscì correndo per avvisare e dimenticò il latte sul fuoco, che continuò a cuocere lentamente sulle braci. Quando Rosas tornò, lasciò dormire Lavalle e l'inserviente tornò in cucina. La sua lechada era diventata marrone, ma era buonissima. Era nato il dolce di latte. Questo accadde il 17 luglio 1829.

LA CUCINA ARGENTINA

I tratti distintivi della cucina argentina in relazione ad altri paesi dell'America latina, sono i piatti tipici della dieta mediterranea. La cucina argentina tradizionale è fondata essenzialmente sulla carne e subito dopo sulla farina di frumento. La varietà di prodotti alimentari disponibili è amplificata dai diversi influssi culturali; principalmente italiani e spagnoli.

DOVE SI MANGIAVA

Buenos Aires che fu fondata due volte, prima 1536 e poi 1580. aveva già una taverna durante la prima formazione. Lo stesso dopo la seconda fondazione si installò definitivamente nel locale di e Vergara. Nella Buenos Aires antica c'erano molti bar, case di gioco e cioccolaterie, ma pochi ristoranti. La gente pranzava e mangiava nelle case perchè godevano di ottimo servizio; le strade non erano sicure. I bar piu' famosi furono il "Almacen del Rey" (Magazzino del Re), aperto nel 1769 nella Recova, il "Café de los Catalanes" (Bar dei Catalani), 1799, il "Café de Marcos" (Bar dei Marcos), 1801, a Bolivar e Alsina, famoso per le riunioni di cospiratori, rivoluzionari e patrioti, e il piu' famoso di tutti, il "Café de la Comedia" (Bar della Commedia), del francese Raymond (da tutti chiamato Ramon) Aignasse. Fu Aignasse il primo a dar vita ad una scuola di cucina a Buenos Aires.e sempre lui ad offrire il primo servizio catering. Tra il 1817 e il 1841 l'hotel più importante di Buenos Aires fu l'Hotel de Faunch di fronte alla Plaza Mayor Les pulperias La "pulperia" era un magazzino, una taverna, una casa da gioco, tutto in uno e in mezzo alla campagna. Chiamata anche "il club del gaucho"; era il punto di incontro dei paesani e dei viaggiatori. Ci si fermava alla pulperia per comprar tabacco, erba per il mate, zucchero, sapone, biscotti etc…e se questa si trovava vicino alla città, si poteva anche comprare pane. Inoltre al banco, sempre protetto da una griglia di ferro, si poteva bere la caña (distillato della canna da zucchero), vino Carlon (un vino rosso portato dalla Spagna), sangria (vino Carlon con acqua e zucchero), aranciata aspra (succo d'arancia con zucchero e acqua fresca o gin). I proprietari erano quasi sempre catalani o andalusi e più avanti italiani, e i clienti quasi sempre uomini. Le pulperias spesso erano anche la posta, la banca nonché la sala da ballo ed il campo sportivo. In Buenos Aires le più famose furono La Blanqueada ne quartiere di Belgrano, El Caballito, che diede origine al nome del quartiere, Las Tres Argollas, El Cañon, La Roldanita, La Buena Estrella. REGIONI GASTRONOMICHE L'Argentina si divide in quattro regioni con diversa tradizione gastronomica: - la zona del nordest e' influenzata dai guaraní. Questi indios basavano la loro alimentazione sulla manioca, la zucca, frutta come la papaya, il formaggio ed il pescato dei fiumi Paranà e Uruguay. Gli aborigeni di questa zona conoscevano le proprietà medicinali di tutte le piante della foresta. - la zona centrale e' il regno delle pernici, dei nandú, delle vizchaca e dopo l'arrivo degli spagnoli degli arrosti. Gli spagnoli introdussero il bestiame, il grano, il bollito, le empanadas, i dolci. Piu' tardi arrivarono gli inglesi, i tedeschi e infine gli italiani con la pasta, la pizza e i ragu'. - la zona della Patagonia di influenza araucana, é la zona del pehuen del guanaco e dopo la colonizzazione anche del cavallo e delle pecore. Zona di frutti di mare per la sua lunga costa atlantica. L'arrivo di tedeschi della zona di Bariloche introdusse marmellate di frutta locale e fragole. Arrivarono anche i Gesuiti che si misero a coltivare mele nella Valle del Rio Negro.

PROTAGONISTA DELLA CUCINA: LA CARNE

Bistecca churrasco o bife (tipica bistecca grossa con o senza l'osso), escalope (scaloppa rosolata con farina di frumento), milanesa ("cotoletta"), albóndigas (polpette di manzo cotto), chorizos (salsiccie grosse, solitamente a base di carne bovina o suina, si fanno arrosto e si mangiano nel panino chiamato choripán), morcillas, Longaniza. Per l'estensione territoriale, i suoi climi, i pascoli, la qualità degli animali, i metodi di allevamento e ingrasso, l'eccellente status sanitario e lo stretto controllo della qualità di tutti i processi di conservazione fanno si che la carne argentina meriti il riconoscimento mondiale. La produzione di carne argentina si realizza sotto sistemi di controllo estensivi dove gli animali pascolano in campi naturali e di altissima qualità. Questa forma di produzione, che si basa sul "libero allevamento" degli animali all'aria aperta, da alla carne argentina qualità riconosciute in tutto il mondo per il suo minore tenore di grassi e colesterolo. Il suo sapore è considerato unico proprio per il fatto che gli animali vengono allevati "in campo aperto" ed alimentati esclusivamente a pascolo naturale. Sostenuta dalla qualità dei prodotti e delle carni nasce la tradizione dell'Asado, dove ogni cuoco ha i suoi segreti e i suoi metodi di preparazione: "Asado" sinonimo di riunione, amicizia, festeggiamento, famiglia, domenica, propone diverse varianti, tra queste l'asado alla griglia o in cuoio (tipico della campagna), alla piastra o al forno (tipico cittadino); se è in cuoio occorre valutare differenti variabili, dal luogo adeguato di preparazione, come attizzare il fuoco di legna o di carbone vegetale, valutare distanzia tra la griglia e le braci ed evitare che queste producano fiamme (temperatura forte all'inizio e moderata dopo), etc. Come accompagnamento non può mancare il "chimichurri" (deformazione della frase in inglese 'give me the curry'), condimento fondamentale, composto da cipolla, aglio, pomodori, prezzemolo finemente tritati e mescolati con dell'olio e aceto. Indubbiamente la Carne Bovina è il piatto forte della cucina Argentina, proveniente principalmente dalla Pampa e dal Nord. Si può dire, giustamente, che sia la migliore al mondo. Si può cucinare in diversi modi:

ASADO CON ACHURAS

L'asado (arrosto) è un piatto tipico argentino fatto con carne di manzo cotta alla brace. Consiste nell'infilzare l'animale aperto e pulito su una croce di ferro e conficcarla nel terreno vicino al fuoco di legna. La carne cuocerà per molte ore mentre l'Asador taglierà le parti cotte per servirle. Per la preparazione può essere utilizzato il taglio reale da brodo, che una volta cotto alla griglia risulta molto saporito. Tipici dell'asado sono inoltre le interiora (entrañas o achuras), le salcicce chiamate chorizos (salsiccie grosse, solitamente a base di carne bovina o suina: si fanno arrosto e si mangiano nel panino chiamato choripán) e le salciccie di sangue dette morcillas, bistecca churrasco o bife (tipica bistecca grossa con o senza l'osso), scaloppa escalope rosolata con farina di frumento, cottoleta ("milanesa"), "albóndigas" (polpette di manzo cotto), agnellino, ditto chiporro e chivito, è un arrosto "in croce" sulla brace In generale l'asado sudamericano è l'equivalente della nostra grigliata mista che può essere accompagnato da verdure e salse. Condimento dell'asado è il chimichurri (pron. it.: "cimiciurri"), salsa fredda, è una miscela a base de olio, aceto, aglio, cipolla, peperoni, origano, basilico e limone che si applica a fine cottura empanadas (torte riempite e cotte al forno o fritatte),locro (Pietanza a base di mais o fagioli e carne, con varie preparazioni; alcune ricette risalgono al periodo coloniale spagnolo.

PARILLA

Grigliata di carne, con diversi tipi di tagli utilizzati, alcuni anche completamente sconosciuti in Europa. Si stendono sulla griglia, dopo una abbondante salatura, larghe strisce di Vacio, di Matambre ( muscoli addominali), Costilla(costine). Si aggiungono Anchura (frattaglie), Chinchulin (intestino tenue), Tripa Gorda (intestino crasso), Chorizo (salciccia) e Morcilla (salsiccia di sangue). Nella Parilla si possono anche aggiungere Lomo (filetto), Bife de chorizo (bistecca), il Bife Ancho (sottofiletto). Sulla Parilla possiamo mettere anche una fetta di provolone da far dorare che si chiama Provoleta. Chi si occupa della parilla è il Parillero che tradizionalmente è un uomo, a lui spetta cuocere e servire la carne. La carne può essere chiesta: Ben Cocida --> Ben cotta Al Punto --> Cottura Media Jugosa --> Al sangue

PACETO

Carne stufata che spesso accompagna piatti di pasta.

CUERO

Preparazione tipica dei Gaucho, si prepara in campagna in occasioni speciali. La bestia viene pulita e riavvolta nella propria pelle e seppellita in una fossa scaldata precedentemente con braci sopra la quale viene acceso un nuovo fuoco, così la carne cuoce nel proprio grasso.

CURANTO

Carne a pezzetti, verdure e ortaggi avvolti in larghe foglie di Pangue che si mettono a cuocere in una fossa preriscaldata. Piatto di origine Cilena.

EMPANADA

Involtino di pasta cotto al forno o fritto con diversi tipi di ripieno, carne, formaggio, uova, olive, cipolla etc.

HUNITA CRIOLLA O TAMAL

Piatto andino, cipolle e pomodori fritti ai quali si aggiungono mail, fecola sale e zucchero diluendo il tutto con latte, si cuoce fino a quando è consistente da poter essere servita. LOCRO Stufato di carne e pollo o salciccie con mais e cipolle Spaghetti, tortellini, pizza sono presenti in tutti i ristoranti del paese. CARNE BOVINA: DENOMINAZIONE DEI DIFFERENTI TAGLI Il nome delle carni si devono all'ubicazione nel corpo dell'animale: quelle del quarto anteriore sono più economiche, quelle del quarto posteriore sono più care. • Aguja: di grana grossa e tipo fibroso, di caratteristiche secche. Può prepararsi alla griglia, alla piastra, lessa e stufata. • Asado: saporita. Ideale da preparare alla griglia, arrosto al forno o alla piastra. Si accompagna con insalate fresche. • Bifes anchos: di grana e fibra fini, teneri e di buon sapore; da cucinare alla piastra, alla griglia, al forno o in casseruola e, snocciolato un pezzo, ideali come roast beef. • Bifes angostos: di grana e fibra fini, teneri e di buon sapore; da cucinare alla griglia o fritti in padella. Si accompagnano con verdure saltate con burro o insalate a piacere. • Bola de lomo: di tessuto fibroso e caratteristiche secche. Ideale per preparare milanesi, scaloppine, involtini e bifes alla creola. • Carnaza de cola: relativamente fibrosa, da preparare fritta o lessa. • Carnaza de paleta: di grana grossa e tipo fibroso, sugosa. Da preparare al forno, alla piastra o in casseruola, ideale per carbonada. • Cuadril: di tessuto e grana fine, sugosa. È indicata per tutti i tipi di cottura. • Falda y pecho: di tipo fibroso e grana grosso, secca. Ideale per bolliti e locros. • Lomo: di tessuto e grana fine, molto tenera e saporita. Ideale alla griglia, in casseruola ed al forno. • Peceto: tessuto e grana fine, secco. Ideale da preparare arrosto, stufato, lesso e per milanesi. • Vacío: di tipo fibroso e grana grosso, sugoso. Ideale da preparare arrosto alla griglia, al forno, ripiena o lessa. IL MIRTILLO I blueberries o mirtilli fanno parte della categoria denominata commercialmente BERRIES, insieme alla fragola, lampone, e mora. Il suo frutto è una bacca di colore nero-azzurrato, di un gradevole sapore agrodolce. Ha la pelle (pericarpio) ricoperta di una caratteristica cerosità chiamata pruína, molto importante dal punto di vista commerciale, poiché proprio questa cerosità, unita allo spessore dell'epidermide, permette un trattamento post-raccolta più semplice che per altri berries, e prolunga il periodo di conservabilità. La pianta impiega tra i 2 ed i 3 anni per dare i suoi primi frutti. Il periodo di sviluppo del frutto è di 90 giorni dalla fioritura fino a maturazione. Come si consuma? È un prodotto facile da consumare e preparare: non deve essere pelato, né tagliato, né privato dei semi. Si consumano freschi, per colazione, pranzo e cena o a condimento piatti freddi e caldi, come torte, gelati, salse. Il suo consumo in Argentina incrementa di anno ad anno, coincidentemente con la tendenza verso alimenti "light", naturali e nutritivi: una "cestilla" da 170 gr di mirtilli apporta solo 41 calorie, alto livello vitaminico (Vitamina A e C) e minerale (ricchi in Potassio, Ferro e Calcio). MAZAMORRA CON LATTE La mazamorra è il dolce rurale che si è imposto molto rapidamente in tutto il paese. A Buenos Aires era venduta dai neri liberati dalla schiavitù nei baracconi della Recova in Plaza Mayor. Si dice che erano loro ad avere la mazamorra migliore perchè la trasportavano a cavallo per venderla, e durante il tragitto si agitava nei contenitori e diventava piu' buona. Si usava inoltre prepararla in candeggina e mescolarla con un bastoncino di pianta da fichi. Nel nord, a Corrientes e a Misiones la chiamano caguiyi e a Santiago del Estero api. BIZCOCHOS DE GRASA Sono i biscottini che accompagnano tradizionalmente il mate. LA CARBONADA La carbonada è uno stufato di carne con zucca, cipolla , pomodoro, mais, patate. Si possono anche aggiungere pesche, pere e frutta secca CHIMICHURRI Il chimichurri è la salsa per eccellenza dell'arrosto, e si fa con aglio, prezzemolo, aceto e salamoia. FORMAGGI I migliori formaggi argentini Goya: formaggio di pasta semidura, originario della provincia di Corrientes, di sapore piccante e leggermente salato, che si usa grattuggiato. Chubut, Huemul e Mar del Pata: sono di pasta semidura, salati e molto simili ai formaggi olandesi. Il Huemul è uno dei migliori formaggi argentini. Tafí: tipo Cantal, pasta dura, matura ai piedi delle colline Calchaquies nella provincia di Tucúman. A Tafì si dice che questo formaggio si fa con il latte profumato con l'erba della regione. Cafayate: formaggio a pasta semidura di ottimo sapore, originario della provincia di Salta. Atuel: formaggio per dessert, tipo Port Salut. Tandil: formaggio di pasta spessa. Salteño: formaggio condito con ajì ( peperoncino giallo). Quesillo: formaggio di capra che accompagna l'arrope (sciroppo ottenuto dalla riduzione di mosto d'uva) a pasta elastica. Provoleta: Provolone grigliato che si mangia con l'arrosto dopo averlo coperto con olio di oliva e averlo spolverato con pepe e origano, si fa arrostire per qualche secondo da entrambi i lati.